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valerioPagnotta
er pagnotta(tutto e di più!!!)
politica interna
17 marzo 2009
It's incredible!
 Io mi chiedo fino a che punto questo sistema contiunuerà a essere così ipocrita e ignorante.
Non capisco perchè ieri su Raiuno, dopo la fine del film "Pane e Libertà" che racconta la vita di Giuseppe Di Vittorio, Bruno Vespa ha affrontato come tema della trasmissione "I 60 anni della Destra", e per di più avendo come ospiti lo stato maggiore di An(da Matteoli alla Meloni). O si tratta di un insulto oppure di una mancanza di sensibilità su questi temi; oppure, in maniera ironica, si voleva dire:"Adesso che avete visto come era una volta, guardate come è adesso..."; non ci sono parole per questo sfregio: indignazione, vergogna nei confronti di un Paese che ha dimenticato, e in parte è anche colpa di una certa sinistra. Se è vero che la Storia insegna al non far ripetere sbagli del passato, allora vuol dire che non abbiamo capito proprio niente.
Per di più ieri, lunedì 16/3/09 tre ragazzi dei collettivi della facotà scienze politiche di Roma3 e altri studenti che non c'entravano niente, sono stati picchiati a sangue da ragazzi della Destra universitaria con bastoni e pugni di ferro. i feriti sono stati portati d'urgenza all'ospedale, le chiazze di sangue sul pavimento e, cosa che lascia dell'incredibile, la sicurezza è arrivata mezz'ora dopo, nonostante il fatto fosse avvenuto al piano terra. Nel pomeriggio stesso è stato organizzato un mini-corteo di protesta fino al Rettorato, per chiedere al Rettore, e quindi a una figura istituzionale, che posizione prendere in merito.
Non è solo l'Università, ma tutte le Istituzioni devono indignarsi per questo e, di conseguenza, anche i cittadini, perchè se degli sbagli sono stati commessi c'è chi deve pagare, ma non sarà mai abbastanza per ottemperare allo sbaglio fatto dalle forze democratiche 60 anni fa, ossia quello di permettere la creazione di un partito di estrema destra ispirato a un regime decaduto.



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SOCIETA'
13 febbraio 2009
Un testo scritto più di 80 anni fa ma ancora attuale
Antonio Gramsci, 85 anni fa, scrisse questa nota ne "l'Unità", esattamente il 12 Febbraio 1924, quando questo giornale prese vita. Fa riflettere perchè se questa condizione sociale che Gramsci descrive nel '24 è ancora attuale, allora potremmo prevedere ciò che verrà dopo?
Scrisse Gramsci:
Si osserva da alcuni con compiacimento, da altri con sfiducia e pessimismo, che il popolo italiano è «individualista»: alcuni dicono «dannosamente», altri «fortunatamente». Questo «individualismo», per essere valutato esattamente, dovrebbe essere analizzato, poiché esistono forme diverse di «individualismo», più progressive, meno progressive, corrispondenti a diversi tipi di civiltà e di vita culturale. Individualismo arretrato, corrispondente a una forma di «apoliticismo» che corrisponde oggi all’antico «anazionalismo»: si diceva una volta «Venga Francia, venga Spagna, purché se magna», come oggi si è indifferenti alla vita statale, alla vita politica dei partiti.

Ma questo «individualismo» è proprio tale? Non partecipare attivamente alla vita collettiva, cioè alla vita statale (e ciò significa solo non partecipare a questa vita attraverso l’adesione ai partiti politici «regolari») significa forse non essere «partigiani», non appartenere a nessun gruppo costituito? Significa lo «splendido isolamento» del singolo individuo, che conta solo su se stesso per creare la sua vita economica e morale? Niente affatto. Significa che al partito politico e al sindacato economico «moderni», come cioè sono stati elaborati dallo sviluppo delle forze produttive più progressive, si «preferiscono» forme organizzative di altro tipo, e precisamente del tipo «malavita», quindi le cricche, le camorre, le mafie, sia popolari, sia legate alle classi alte.



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POLITICA
22 dicembre 2008
Il Presidenzialismo

Il vecchio pelato, nelle sue ultime dichiarazioni, ha annunciato che la Riforma della Costituzione che ha intenzione di portare avanti, sarà all'insegna del Presidenzialismo, forma di Governo Repubblicana che vede l'elezione diretta del Capo dello Stato, che è anche capo del Governo, con la particolarità della mancanza di controllo da parte del Parlamento nei confronti dell'esecutivo...era l'ultima alternativa possibile in quanto forma Repubblicana, visto che l'altra via era stata percorsa dalla Commissione Bicamerale per le Riforme, presieduta da D'Alema nel 1998, che si proponeva di dare all'Italia una forma di Governo semi-presidenzialista, alla Francese, che a mio avviso era la strada percorribile, visto che dava un controllo reciproco delle Istituzioni.
Ci si è chiesti qual è la priorità: Federalismo o Presidenzialismo?Alcuni estremisti direbbero Fascismo...
Io penso che il livello di inerzia emotiva sociale sta crescendo giorno dopo giorno, critiche su critiche al sistema, ma nessuno che fa proposte e chi le fa non viene considerato. non importa che forma di Governo si vuole dare all'Italia, poichè è indifferente visto la non volontà delle classi politiche diregenti di non voler attuare la Costituzione e emanare leggi tendenti a ciò, a chiudere il sistema, ad aumentare il sistema politico.
Il Partito Democratico, dopo la Direzione Nazionale del 19 dicembre, intende eliminare i "capibastone", fare quella che si dice "piazza pulita"; si è detto durante gli interventi, che non ci sono correnti nel Partito. Si è assistito, a mio avviso, a un incontro di facciata del Pd dei suoi problemi interni, non ancora risolti e non propriamente affontati. Forse qualcosa avverrà come al solito a tavolino, magari la famosa "piazza pulita"; si vedrà e si spera in ciò.
Quando questi problemi saranno veramente affrontati e risolti allora le dichiarazioni fatte avranno credibiltà anche nei confronti di chi spera che il Partito si risollevi da questa "crisi".
Ma ancora più attesa sarà quella dichiarazione in cui il Pd si dirà di centro-sinistra e aderirà al Pse.
Affrontare il tema della Riforma della Costituzione con queste basi darà più spazio al confronto e più voce a un partito di opposizione nei confronti dei cittadini.




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politica interna
12 dicembre 2008
La Riforma della Giustizia

La lite tra le procure di Catanzaro e Salerno ha acceso un dibattito politico ampio tale che Berlusconi ha affermato che per riformare la Giustizia è necessario modificare la Costituzione, anche con la sola maggioranza. A prescindere dalla valutazione politica, la più negativa possibile, ciò che si vorrebbe modificare nella Carta Costituzionale sono gli articoli(i diretti interessati) che vanno dal 108 al 112, relativi al ruolo del Pm, la disciplina dell'ordinamento giudiziario attuata dalla legge ordinaria, al principio del giusto processo(art 111)...ebbene, a mio giudizio non è tanto una questione di forma assoluta, cioè il problema che si pone sulla Giustizia italiana non può essere ricondotto necessarimente a una riforma della Costituzione, bensì a un altro problema di natura sostanziale che può aver causato indirettamente le controversie tra procure, ossia: lentezza dei processi, mancanza di personale dipendente nei tribunali e nelle cancellerie, carceri insufficienti per i detenuti, nonchè il sussegurirsi di rivalità tra fazioni nel Csm, che fanno riferimento ai Partiti politici, violando moralmente il principio di indipendenza previsto dall'art. 104 Cost.
Quindi il problema non riguarda solo gli articoli della Costituzione, ma anche, secondo molti, una burocrazia processule determinata dai relativi Codici, che andrebbero riformati.
Allora, se si vuole riformare la Costituzione, e lo si dice da 10 anni, e nel dettaglio la parte relativa agli organi di giurisdizione, andrebbero riviste le parti relative ai gradi di giudizio, ma soprattutto, tema molto discusso dalla dottrina, l'obbligatorietà dell'azione penale, essendo che c'è chi propende per un sistema penale come quello americano, rivendicando il principio di certezza della pena, che in molti in Italia non viene applicato.
Una questione ben diversa è riformare la Costituzione, per quanto riguarda la strutturazione degli organi dello Stato, il federalismo fiscale desiderato dalla Lega con in aggiunta la riforma degli articoli sopra citati. Ma già all'esame della Commissione Affari Costituzionali rimane dalla scorsa legislatura quella "Bozza Violante", che viene rivalutata dall'attuale maggioranza come base di partenza. Aspettiamo di vedere i risvolti.




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politica interna
10 dicembre 2008
MALAFFARE
Veltroni ha detto ai segretari regionali del Pd di far sì che il partito cerchi sempre di stare lontano dal malaffare. concordo al massimo, ma ritengo che vi siano due tipi di malaffare: uno più evidente, cioè quello che si manifesta sottoforma di criminalità organizzata, l'altro un pò più invisibile che consiste nella logica vera e propria del malaffare che si inserisce nel tessuto sociale, convinto che quel modo di passare porti solo a risultati positivi. e molto spesso questo tipo di logica in politica va avanti quando al posto di confrontarsi liberamente con le persone, si preferisce il metodo clientelare evitando di sprecare tempo e delegando ad "altri" la raccolta dei voti, portandosi in questo modo a contatto con il primo tipo di malaffare. ebbene ciò che si è detto sopra non è altro che uno dei due modi per ottenere consensi, ossia il clientelismo politico, che si contrappone invece a un metodo più diretto e senza intermediari, che sarebbe il radicamento territoriale, predicato talmente da tanti che gli stessi non lo applicano.
Tutti e due questi modi di fare politica sono confluiti nel Pd, poichè facenti parte della tradizione politica dei due partiti che lo compongono.
si parla di Questione Morale? la si vorrebbe riesumare? ahi quanto aspro, forte e attuale rimane questo termine di matrice berlingueriana, così tanto che si è dileguato come il radicamento territoriale, e così via via quella tradizione del far politica scomparirà nello scenario italiano, lasciando spazio a qualunquisti, incompetenti e ignoranti che non hanno spina dorsale, litigandosi per la spartizione di poltrone.
per concludere: non si può pensare di ricambiare la classe dirigente dalla società civile se questa non si forma in un Partito che dovrebbe stabilire i criteri di selezione non in base ad amicizie, bensì a meriti acquisiti in campo politico e sociale e dando una prospettiva di visione della società migliore di quella che abbiamo oggi, bigotta e conservatrice.



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politica interna
28 novembre 2008
FAIDE DEMOCRATICHE

Non c'è dubbio che nella storia della politica italiana i partiti di sinistra hanno sempre avuto un forte dibattito interno su temi, principi e idee. un discorso diverso va fatto nel caso in cui determinate divergenze di opinione derivino da forti personalismi, a volte inutili e privi di spessore. I problemi che oggi si pongono all'interno del Pd non sono di matrice tematica, bensì si continuano a porre i dualismi D'Alema- Veltroni su semplici contrasti personali, avendo come contorno Popolari e Rutelliani che cercano di avere rilevanza, infiltrandosi nei principali dualismi; in aggiunta a ciò mettiamoci sottopersonalismi che si verificano negli ambiti territoriali. bel buffet, chi ne ha più ne metta!!! non mancano i problemi istituzionali derivanti dal malgoverno di Berlusconi, ma in tale situazione ci si aggiungono manie di protagonismo interno a una opposizione ancora non degna di questo nome. e anche quando si governa ci si litiga, vedi il caso della Sardegna, del quale posso dire che se lo scopo del Pd era quello di cercare i consensi nella società civile, Soru ne era la testimonianza, ossia un imprenditore che si candida per governare una Regione di cui non vuole altro che la crescita, diventa Presidente della Regione e aderisce al Pd perchè crede nel progetto politico di questo partito; non ha tenuto conto delle faide...
Possiamo dire che se vogliamo fare una strada, abbiamo bisogno di un progetto qualificante, si dà a un gruppo di persone il compito di costruirla, ma al posto di farla in rettilineo, non fanno altro che curve a U, e non si arriva mai al traguardo.
Ci siamo dimenticati di una delle ultime portate del famoso buffet: la frutta, cioè Pse o Alde? Essere o non essere? Di chi è il dilemma? Ebbene qui il discorso è inutile da fare, perchè se si mettono protagonismi anche sul fatto di non aderire al più grande Gruppo Politico Europeo della Sinistra riformista solo perchè si chiama Socialista, allora si cade proprio in basso. La paura più grande dovrebbe essere il fatto che queste portate di buffet non vadano nello stomaco di ragazzi e ragazze che al posto di confrontarsi sui problemi di una generazione si scannano per dividersi il niente in base a quote. Così facendo il progetto va a farsi fottere!!!




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POLITICA
6 novembre 2008
Approfittando della pausa
E' da tanto che non aggiorno il blog per mancanza di tempo ulteriore da dedicare al web, eppure sarebbero state tante le cose da scrivere: Riforma Gelmini, Movimenti, Obama, (Roma- Chelsea 3-1), il Governo, eppure ci vorrebbero post su post. vabbè, cominciamo dal dire che l'evoluzione dal movimento di protesta sta cominciando a mostrare segni positivi, almeno per quanto riguarda la mia Facoltà, visto che ci siamo(io già da prima) resi conto che la protesta senza proposta non sortisce effetti, quindi sono state convocate assemblee "tecniche" sulla Legge 133 con un'analisi dei singoli articoli insieme a Professori e Ricercatori, sperando che ciò abbia un seguito per quel che riguardano future leggi relative a tematiche di interesse universitario.
Poi la vittoria di Obama: un grande evento che influenzerà la politica globale e le scelte dei grandi partiti riformisti, sperando anche il Pd in Italia accolga questa interpretazione; il ricambio generazionale, soprattutto di qualità della classe dirigente deve essere una finalità permanente di questo Partito, non un semplice slogan. Le primarie giovanili del Partito Democratico devono essere un momento di partecipazione, non una divisione a tavolino del "volemose bene"!!!
Infine apprezzo il fatto che a volte vengono fatti investimenti su persone che meritano stima e apprezzamenti dal punto di vista politico, e qui faccio riferimento al Compagno Carlo Mazzei, candidato al Consiglio di Amministrazione dell'Università La Sapienza per la Lista Studenti Democratici. A lui in bocca al lupo per queste elezioni il 12 e il 13 di Novembre.





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